La vita e le opere
(dal 1970 al 1980)

Il 1970 ed il 1971 sono gli anni in cui vengono organizzate la terza e la quarta delle sue mostre personali alla galleria Piattelli di Roma.

Fra il 1972 ed il 1973 effettua frequenti viaggi in nord Africa.

Nel 1973, viene allestita una sua mostra personale alla galleria Studio Haz di Roma. Coniugando la carriera artistica con l'impegno politico e civile, decide di partecipare alla collettiva Mostra Internazionale per la Palestina, che si tiene a Beirut.

Nel 1974, partecipa alla Collettiva della Grafica Italiana a Mosca ed Erevan (Armenia), ed espone anche a Düsseldorf in Germania.

Nel 1976, prende parte alla collettiva palermitana Mostra Arti Figurative - Premio Azienda Municipale del Gas come artista fuori concorso.

Nel 1977, si tiene una sua personale alla galleria Kama di Roma.

Dal 1978 al 1980, su richiesta dell'A.N.E.D. (l'Associazione Nazionale Ex Deportati) e in collaborazione con il prestigioso studio degli architetti BBPR (Gianluigi Banfi, Lodovico Belgiojoso, Alberico Belgiojoso ed Enrico Pressutti), con il musicista Luigi Nono, con il poeta Nelo Risi (in qualità di coordinatore), partecipa alla realizzazione del Memorial di Auschwitz, il monumento dedicato al ricordo e alla commemorazione degli Italiani internati e morti nel famigerato campo di sterminio nazista in Polonia. Per l'occasione, idea e realizza una lunga pittura ad andamento elicoidale, perfettamente adeguata alla sruttura progettata dagli architetti mianesi e destinata ad avvolgere i visitatori come una spirale della memoria. Col rinforzo delle note musicali di Luigi Nono e delle parole di Primo Levi, ed anche recuperando suggestioni squisitamente figurative, Samonà dà luogo ad un'opera d'arte di compiuto carattere sinestesico (in linea con le teorizzazioni di matrice futurista), che si contraddistingue per i forti connotati drammaturgico-narrativi e per l'essere una vera e propria "summa" del suo pensiero artistico e politico.