La vita e le opere
(dal 1960 al 1970)

II 1960 è l'anno della sua terza personale alla galleria Trastevere di Roma e della personale alla galleria Kasper di Losanna. Partecipa anche a due collettive: alla galleria Bernard di Bruxelles ed alla galleria Gretchen di Basilea.

Nel 1961, allestisce la sua quarta personale alla galleria Trastevere di Roma. Partecipa a numerose collettive in Italia ed all'estero: al Premio Eri di Palermo, alla galleria Hennenhuits di Anversa, alla galleria 59 di Aissechaffenburg, alla galleria Bat-Yam in Israele, alla galleria Windman di Brema, al Salone d'Autunno di Roma, all'Esposizione Nazionale di Marsala, alla III Rassegna delle Arti Fiugurative al Palazzo delle Esposizioni di Roma, alla Mostra Nazionale di Palermo, a Palazzo Barberini di Roma, al Palazzo Comunale di San Marino ed alla Mostra Nazionale Maggio a Bari.

Nel 1962, espone alla Molton Gallery di Londra, ed è in questa occasione che Guy Burn, curatore della mostra, parla di "...ricerca dell'assoluto...", paragonando Pupino a un "...alchimista che lavora per trasformare il piombo in oro..." e soffermandosi sugli aspetti archetipici junghiani delle immagini dipinte dal pittore palermitano. Nello stesso anno partecipa a tre collettive: alla galleria Suzanne Balag di Zurigo, alla XX Century Italian Painting and Sculptur alla galleria Arthur Jeffres di Londra.

Nel 1964, partecipa soltanto ad una collettiva, alla galleria Feltrinelli di Roma.

Nel 1965, si tiene una sua personale alla galleria Il Tunnel di Roma. Partecipa a una collettiva itinerante, intitolata Strutture Visive, allestita alla galleria L'Aquilone di Firenze ed alla galleria il Bilico di Roma. In quello stesso anno si trasferisce in via dei Cappellari (prima al numero 27 e poi al 60), dove rimane fino al 1987.

Nel 1966, seconda personale alla galleria il Tunnel di Roma. Partecipa a tre collettive: alla galleria Guida di Napoli, al Salone Brancaccio di Roma ed alla Rassegna Roma-Lazio di Roma. In un testo critico, scritto per la mostra alla galleria Guida, Achille Bonito Oliva avanza una ipotesi interpretativa della pittura "astrale" di Samonà, che affianca alle componenti più rigorosamente scientiste e materialiste, dichiarate dall'artista, dei contenuti di carattere più squisitamente spirituale, così riallacciandosi alle letture di ascendenza junghiana e quasi esoterica esposte in precedenza da Burn: "...Una visione scientifico-positivista e nello stesso tempo spiritualista - scrive il critico napoletano - emerge chiaramente dalle ultime produzioni di Samonà...".

Nel 1967, si tiene una sua personale alla galleria Piattelli di Roma. Partecipa alla collettiva per la Rassegna delle Arti Figurative a Roma.

Nel 1968, vengono allestite due sue mostre personali: alla galleria L'Asterisco di Roma e alla galleria Rialto di Venezia. Partecipa ad una nuova edizione della collettiva per la Rassegna delle Arti Figurative a Roma.

Nel 1969, si tiene la sua seconda personale alla galleria Piattelli di Roma ed un'altra personale viene allestita alla galleria Il Diagramma di Milano.