EMILIO VILLA

Presentazione alla Mostra Galleria Il Diagramma, Milano, 16 giugno-5 luglio 1969


I cicli, i cicloidi intensificati delle frasi tracciate da Samonà mi hanno fatto pensare che l'intero cosmo non è più, e non è meno, di una circonferenza che rimanga muta in qualche suo scatto, o intacca per l'apparizione e sovrimpressione di un altro fantasma di circolo. Come campo logoro della pochezza esistente, delle torbide minuscolissime accensioni, come sensi coatti di esistenza non riconciliabile con le sue agglomerazioni di segni trainati e deviati lungo l'orbita, disperata incitazione. Un cosmo illusorio, invent(ari)ato e proiettato furtivamente da un angelo in germe, fanatico e respirante.

Coś il mio amico Samonà, pittore di irripetibili sorgenti, entra nel mio novero dei veri, prepotenti e audaci confutatori del presente.