EMILIO VILLA

Presentazione alla Mostra di Mario Samoną alla Galleria Appia Antica, Roma, 22 settembre 1956


La ideazione pittorica di Samoną, fin dal suo irrompere in un clima tra poetica e polemica, si č collocata ed esercitata nella luce severa e spoglia, povera e accanita, dei tentativi di scandaglio, esplorazione, captazione trepida. Intende scoprire, nella depressione, o patetica o esaltata, del furore indistinto, il principio collettivo che opera in tutti i settori inconsci e, nella mediazione tecnica, la realtą dei simbolismi vitali, strumenti che propongono l'illuminata esigenza dei modelli inattesi della conservazione e della resistenza delle condizioni pure della vita.

Di estremamente genuino questa pittura esibisce la interpolazione, metodica dello strumento vegetale, fermato con il pił semplice procedimento alla eventualitą orfica di ombra, di orma e tesa a limitare la corruzione delle categorie libere dove si conciliano le naturalezze sorgive e le convenzioni.